I suoni delle Dolomiti
I suoni delle Dolomiti

Dal 24 agosto al 3 ottobre torna I SUONI DELLE DOLOMITI, il festival che da oltre trent’anni porta la grande musica internazionale tra le vette, i prati e i rifugi alpini del Trentino, con un ricco programma di concerti ed eventi ad alta quota immersi negli scenari spettacolari delle Dolomiti trentine, Patrimonio mondiale UNESCO.

 

Gli eventi in programma non solo offrono un’esperienza unica, in cui la bellezza dei paesaggi si intreccia con le performance di artisti di fama internazionale, ma rappresentano anche un’importante occasione per sensibilizzare il pubblico sulla tutela dell’ambiente, valorizzando le Dolomiti, Patrimonio mondiale UNESCO, e promuovendo un turismo consapevole e sostenibile. Particolare attenzione è rivolta all’accessibilità e all’inclusione, con quattro eventi pensati per garantire la piena partecipazione anche alle persone con disabilità, affinché tutti possano vivere appieno la magia e i valori del festival. Dall’anno scorso il festival fa parte della European Festivals Association e ha implementato un sistema di gestione conforme alla certificazione ISO 20121:2024 per eventi sostenibili. La direzione artistica è di Mario Brunello.

 

Il festival si aprirà il 24 agosto, alle ore 12.00, in Val Nana presso Malga Tassulla, nelle Dolomiti di Brenta, con “Archi, Corde, In-canto”, un progetto speciale che vedrà protagonisti I Violoncellisti della Scala insieme al Coro SOSAT, in occasione del centenario di quest’ultimo: un incontro tra tradizione alpina e sonorità contemporanee, impreziosito dagli arrangiamenti di Stefano Nanni.

 

Il 28 agosto, alle ore 12.00, sull’Altopiano della Paganella, al Rifugio Tosa Pedrotti, sarà protagonista il violinista Ilya Gringolts, artista di fama internazionale apprezzato per il virtuosismo e la profondità interpretativa, il cui repertorio attraversa epoche e stili, dal barocco al contemporaneo, portandolo a collaborare con alcune delle più importanti orchestre del panorama mondiale.

 

Il 2 settembre, alle ore 6.00, il Sass Pordoi in Val di Fassa ospiterà L’Alba delle Dolomiti, uno degli appuntamenti più suggestivi del festival, con il concerto delle Belles of the Rockies. Il giovane ensemble statunitense, nato nel 2025 all’Università del Colorado e già vincitore di importanti premi nazionali, si distingue per energia, creatività e forte identità artistica, valorizzando anche il ruolo delle donne nella musica per ottoni.

 

Il 4 settembre, alle ore 12.00, presso Malga Canvere, in Val di Fiemme, il Quinn Christopherson Trio terrà il suo concerto. Originario di Anchorage, in Alaska, il cantautore Quinn Christopherson fin da bambino racconta storie attraverso la poesia e scopre la musica a 20 anni grazie a una chitarra regalatagli dal padre. Cresciuto tra locali e bar, la sua musica affronta temi come identità, crescita e appartenenza, trasformando esperienze personali in narrazioni musicali intense e universali, anche grazie alla solida collaborazione con il polistrumentista Nicholas Carpenter, suo compagno di band.

 

Dal 7 al 9 settembre, nelle Pale di San Martino, si terrà uno degli appuntamenti più attesi della rassegna: il Trekking dei Suoni, un’esperienza che unisce cammino e musica in alta quota, culminando il 9 settembre alle ore 12.00 in Località Prati Col a San Martino di Castrozza, ai piedi delle Pale di San Martino, con il concerto di Mario Brunello e Gilles Apap, un incontro tra due artisti capaci di intrecciare linguaggi musicali e culture diverse, trasformando la montagna in un vero e proprio teatro del mondo.

 

Il giorno dopo, il 10 settembre, alle ore 12.00, in Località Tresca, in Val di Fiemme al cospetto del Gruppo del Latemar e del Monte Agnello, relitto geologico del vulcano giurassico di Predazzo, sarà la volta dei Baba Yaga, una delle realtà più originali della scena internazionale, con un sound acustico che fonde melodie balcaniche, klezmer e jazz gitano, tra composizioni originali e improvvisazione.

 

Il 12 settembre alle ore 12.00, al Piano del Lago Asciutto, situato tra Madonna di Campiglio e Pinzolo nel cuore delle Dolomiti di Brenta, suonerà l’Ilumina Ensemble, collettivo internazionale nato in Brasile che riunisce artisti affermati e giovani talenti spesso provenienti da contesti svantaggiati, le cui performance immersive trasformano il concerto in un’esperienza condivisa, caratterizzata da un forte impegno educativo e sociale.

 

Il 15 settembre alle ore 12.00, presso Malga Brenta Bassa a Madonna di Campiglio, il controtenore Jakub Józef Orliński, tra le voci più acclamate della scena internazionale, e l’ensemble Il Pomo d’Oro, tra le formazioni di riferimento per il repertorio barocco, presenteranno “Beyond”, un progetto dedicato al Seicento italiano che esplora la musica barocca attraverso opere di Claudio Monteverdi e di compositori meno noti.

 

Il 17 settembre, alle ore 12.00, ai Laghi di Bombasel in Val di Fiemme, si esibirà il MediBa 4tet, quartetto internazionale nato al Berklee College of Music di Boston e finalista nel 2025 del concorso dedicato a Paolo Manfrini nell’ambito de I Suoni delle Dolomiti, che fonde tradizioni mediterranee e balcaniche con jazz e influenze classiche.

 

Il 19 settembre, alle ore 12.00, in Località Giasenei a Sagron Mis, saranno protagonisti la trombettista Lucienne Renaudin Vary e il fisarmonicista Félicien Brut, interpreti capaci di unire virtuosismo, passione e libertà espressiva, attraversando generi e tradizioni. Questo concerto è pensato per essere fruito anche da persone con disabilità motoria e uditiva.

 

Il 20 settembre alle ore 12.00, a Pradalago (Fratta del Bagnol) a Madonna di Campiglio, il Voces8 Scholars Ensemble presenterà “All Seems Beautiful”, accompagnando il pubblico in un raffinato viaggio corale che spazia dalla polifonia rinascimentale alla musica contemporanea, grazie a otto giovani voci selezionate tra i migliori talenti internazionali e formate all’interno del prestigioso progetto educativo e artistico VOCES8, punto di riferimento mondiale nel panorama della musica corale.

 

Il giorno successivo, il 21 settembre, alle ore 12.00, presso Villa Welsperg all’imbocco della Val Canali, con le Pale di San Martino come sfondo, il trio Doctor 3 – con Danilo Rea, EnzoPietropaoli e Fabrizio Sferra – presenterà “Lontano Lontano”, un progetto speciale dedicato alla musica e alla poesia di Luigi Tenco, tra improvvisazione jazz e rilettura della canzone d’autore. Questo concerto è pensato per essere fruito anche da persone con disabilità motoria e uditiva.

 

Il 26 settembre, alle ore 12.00, nella Località Tresca, in Val di Fiemme, al cospetto del Gruppo del Latemar e del Monte Agnello, relitto geologico del vulcano giurassico di Predazzo, sarà protagonista l’Alash Ensemble, gruppo noto per il canto difonico tuvano (xöömei), antica tecnica vocale che permette di produrre più suoni simultaneamente, in un incontro tra tradizione ancestrale e influenze contemporanee.

 

Il giorno dopo, il 27 settembre, alle ore 12.00, al Passo delle Selle in Val di Fassa, si esibirà la cantautrice Anna Castiglia, tra le voci emergenti più interessanti del panorama italiano recente, capace di coniugare intensità emotiva e ricerca artistica.

Dal 29 settembre all’1 ottobre, in Val di Fassa, si terrà l’evento Musica verticale, novità dell’edizione 2026 che mette in dialogo due mondi apparentemente lontani: musica e arrampicata. Il 29 settembre alle 20.45, al Teatro Navalge di Moena, si esibiranno Alexander Huber, alpinista di fama mondiale noto per le grandi scalate in tutto il mondo e pianista di talento; Chiara Schmidt, pianista e musicologa con una solida esperienza nell’arrampicata in alta quota; Giuseppe Cederna, attore e scrittore italiano; e l’Ensemble Cortlys, gruppo di musicisti e cameristi attivi in tutta Europa, appassionati di montagna. Insieme guideranno il pubblico in un racconto che intreccia arte e alpinismo.

L’1 ottobre, alle ore 14.00, in Località Gardeccia, nel Catinaccio, il progetto si sposta all’aperto. Chiara Schmidt, Giuseppe Cederna e l’Ensemble Cortlys si esibiranno davanti al pubblico portando la musica e la parola in montagna, dove l’incontro tra arte e arrampicata trova la sua piena espressione.

A chiudere il festival, il 3 ottobre alle ore 12.00 a Pian de Jiadoes, in Val di Fassa, sarà Daniele Silvestri, uno dei cantautori più originali della scena italiana, capace di unire ironia, impegno sociale e profondità musicale.

 

Con un programma che attraversa generi e tradizioni, I Suoni delle Dolomiti 2026 si conferma un appuntamento unico nel panorama culturale europeo, capace di trasformare la fruizione musicale in un’esperienza autentica, immersa nella natura e aperta all’incontro tra artisti e pubblico.

 

Tutti i luoghi sono raggiungibili a piedi con percorsi di varia intensità e tutti i concerti sono gratuiti ad eccezione del Trekking dei Suoni.

 

I Suoni delle Dolomiti è l’unico storico festival sulle Dolomiti Patrimonio mondiale dell’umanità (UNESCO), che coinvolge attivamente gli spettatori nelle attività culturali, sociali e turistiche,

stimolando una riflessione sul rispetto per l’ambiente e sull’importanza di un futuro sostenibile e accessibile favorendo un turismo consapevole.

Un’esperienza immersiva dove il silenzio diventa ascolto, la fatica del cammino si trasforma in condivisione e l’armonia con la natura si unisce al rispetto per l’ambiente e alla sostenibilità.

 

Un festival unico nel panorama internazionale, nato nel 1995 da un’idea visionaria di Paolo Manfrini — giornalista, dirigente culturale — che ha saputo intrecciare arte, ambiente e cammino. Fin dalla sua prima edizione, la rassegna ha scelto di rinunciare a palchi, amplificazioni e grandi platee: i concerti si svolgono in quota, raggiungibili solo a piedi, trasformando ogni appuntamento in un’esperienza immersiva e collettiva, dove la musica si fonde con il paesaggio e il silenzio diventa uno spazio di ascolto, la fatica del cammino si trasforma in condivisione e l’armonia con la natura si unisce al rispetto per l’ambiente e alla sostenibilità.

 

Tutte le informazioni sul sito www.isuonidelledolomiti.it/

 

I Suoni delle Dolomiti è un progetto di comunicazione e di turismo culturale e ambientale ideato e curato da Trentino Marketing insieme con le Aziende per il Turismo della Val di Fassa, della Val di Fiemme, di San Martino di Castrozza, Passo Rolle, Primiero e Vanoi, della Val di Non, di Madonna di Campiglio e di Dolomiti-Paganella e con la collaborazione di SAT, Associazione Rifugi, MUSE, Guide Alpine del Trentino, Soccorso Alpino del Trentino, Croce Rossa del Trentino.

 

La conferenza 

Nel prestigioso Museo Bagatti Valsecchi di Milano, si è svolta la conferenza stampa di presentazione della 31ª edizione de I Suoni delle Dolomiti, il festival musicale in quota che da oltre trent’anni porta artisti internazionali e pubblico tra le cime del Trentino.

Ad aprire la conferenza è stato un momento musicale particolarmente suggestivo: l’esibizione del Coro della SOSAT accompagnato da I Violoncellisti della Scala. 

 

«I Suoni delle Dolomiti da più di trent’anni sono fedeli a un’idea molto semplice: la musica in montagna, in alta quota, si ascolta e si vive in modo diverso. Non c’è un palco tradizionale, non c’è distanza tra artisti e pubblico. Si cammina insieme, sullo stesso sentiero, pubblico e artisti, e si arriva in luoghi dove la natura è parte del concerto. È un modo per far vivere le Dolomiti con rispetto, senza forzature. Allo stesso tempo, il festival continua a rinnovarsi: la nuova edizione apre a linguaggi sempre più ampi, intrecciando classico, contemporaneo e tradizioni musicali diverse, con progetti speciali, collaborazioni con grandi nomi della musica internazionale assieme alle esperienze identitarie del festival come i trekking musicali e i concerti all’alba. È un invito a rispettare la montagna, anche nella sua fragilità e a viverla non solo come spazio, ma come relazione: tra persone, culture e suoni che si incontrano con la natura e si trasformano insieme».  Mario Brunello, direttore artistico de I Suoni delle Dolomiti 

«Per il Coro SOSAT partecipare a I Suoni delle Dolomiti è motivo di grande soddisfazione. Il nostro canto nasce dalla montagna e poterlo portare tra queste cime ha un significato particolare per il coro. È un’occasione per condividere con il pubblico un repertorio legato alla tradizione e per rinnovare, anche attraverso la musica, il rapporto con l’ambiente alpino che da sempre accompagna la nostra storia». Andrea Zanotti, presidente del Coro SOSAT

«Siamo molto lieti di ospitare al Museo Bagatti Valsecchi la conferenza stampa de I Suoni delle Dolomiti. Accogliere un progetto capace di unire musica e paesaggio in modo così unico è per noi motivo di grande soddisfazione. Questa occasione si inserisce in un percorso di collaborazione già avviato con il Trentino, che ha trovato nella mostra dedicata a Fortunato Depero un dialogo significativo tra arte, territorio e visioni contemporanee. I Suoni delle Dolomiti rappresentano una naturale prosecuzione di questo racconto, portando la cultura fuori dal museo e restituendola al paesaggio. Un appuntamento che riflette pienamente la vocazione del Museo: essere uno spazio vivo di cultura, incontro e condivisione».Antonio D’Amico, Direttore Museo Bagatti Valsecchi 

 «In oltre trent’anni abbiamo portato più di 900 artisti in quota, costruendo eventi irripetibili che uniscono musica, natura e comunità in un dialogo profondo con le Dolomiti. Questo festival è un progetto che ha promosso un modo attento, rispettoso e consapevole di vivere la montagna, coinvolgendo chi la abita e chi la ama in tutte le sue sfaccettature: dalle comunità locali agli operatori turistici, dal Soccorso Alpino alle guide alpine, dai rifugisti ai volontari, fino alle realtà istituzionali come la Fondazione Dolomiti UNESCO e le APT di ambito. Questa visione si è tradotta anche in riconoscimenti importanti: oltre all’ingresso nella European Festivals Association e l’implementazione del sistema di gestione per la certificazione ISO 20121:2024 per eventi sostenibili. Anche la scelta di programmare il Festival verso fine agosto e settembre risponde a questa visione: si tratta di una decisione ponderata per rispettare i territori, alleggerire la pressione del turismo in alta quota e offrire ai partecipanti un’esperienza più profonda. Queste scelte riflettono il carattere culturale e sostenibile del festival, che continua a crescere restando fedele ai suoi valori».  Maurizio Rossini, amministratore delegato di Trentino Marketing,

Un progetto condiviso che negli anni ha coinvolto oltre 900 artisti e numerose realtà del territorio, tra cui SAT, Soccorso Alpino del Trentino, Croce Rossa, guide alpine, rifugisti, parchi naturali e numerosi volontari.

 «Il rapporto tra il MUSE e I Suoni delle Dolomiti nasce da una visione comune: mettere in dialogo cultura, conoscenza e ambiente – dice Massimo Bernardi, direttore MUSE - Museo delle Scienze – Nelle Dolomiti, patrimonio unico al mondo per la loro straordinaria identità geologica e paesaggistica, natura e cultura si mostrano all'unisono, divenendo inseparabili. La musica, in questo contesto, diventa anche uno strumento per avvicinare le persone alla montagna e ai suoi equilibri. Per un museo scientifico come il nostro è importante sostenere iniziative che invitano il pubblico a vivere questi luoghi con maggiore consapevolezza, unendo esperienza culturale e attenzione per il patrimonio naturale delle Dolomiti». Massimo Bernardi, direttore del MUSE – Museo delle Scienze di Trento 

A chiudere la presentazione, l’esibizione del Coro della SOSAT ha regalato ai presenti un suggestivo momento musicale.
La conferenza si è conclusa con l’invito ai presenti e alla stampa a partecipare ai prossimi appuntamenti del festival, che anche quest’anno porterà artisti e spettatori a condividere un’esperienza musicale immersa nella natura delle Dolomiti, patrimonio mondiale UNESCO.

Si ringrazia Parole & Dintorni