Alberto Marzagalia
Alberto Marzagalia

Alberto Marzagalia si racconta a Lorenzonthecourt.

L'intervista 

La passione per la pallacanestro 

“La passione per la pallacanestro nasce grazie a Massimo Zighetti mio istruttore nonchè giornalista di SuperBasket. Nel periodo del minibasket al Leone XIII  un giorno durante un allenamento arrivò come ospite Mike Sylvester che giocava all’Olimpia Milano. Non potrò mai dimenticare questa scena: stavo palleggiando, lui si avvicinò e mi disse: “Tratta bene la palla, con delicatezza e vedrai che ti darà soddisfazione”.

Il passaggio da giocatore ad allenatore 

"L’anno cadetti gioco 5’/6’ in tutto il campionato. Durante un allenamento su uno schema legato alle rotazioni difensive, metto in atto una rotazione difensiva sul lato debole. Il mio allenatore mi guarda e mi dice: “Chi ti ha insegnato questo movimento?” ed io rispondo “Nessuno, è logico, se gli altri si muovono di conseguenza copriamo bene tutto il campo in difesa”.Lui allora m dice "Come giocatore lascia stare, ma potresti diventare un buon allenatore”. Alla fine della stagione, il nostro direttore sportivo mi dice che c’è il corso allenatori che farò a Gorgonzola. A 17 anni mi viene affidata la prima squadra”.


La chiamata dell'Olimpia Milano 

“Dopo due anni al Leone XIII arriva la chiamata dell’Olimpia Milano all’epoca (Tracer Philips Milano) che avevo già sfidato più volte. Prima chiamarono Alessandro Mamoli e poi me. E’ stato come toccare il cielo con un dito. Una soddisfazione enorme”.


L'avventura con Milano 

“E’ stata un’esperienza straordinaria, andata oltre ogni aspettativa. Toni Cappellari e Marco Crespi sono state due figure importantissime. Toni Cappellari una persona straordinaria. Marco Crespi con un’etica del lavoro impressionante. Ricordo quando dovevamo fare lo scouting delle squadre che giocavano contro la prima squadra. Quando comunicai che non potevo continuare l’avventura in Olimpia Milano per motivi personali ero nella vecchia sede Olimpia in via Caltanissetta insieme a Marco Crespi che mi disse: “Marza, stai facendo una cazzata”. A distanza di tanti anni è un grandissimo rimpianto, perchè allenare sarebbe stato il mio mestiere”.

Eurodevotion

“All’inizio seguivo molto di più l’NBA. Intorno al 2015, quando i social hanno cominciato a svilupparsi su consiglio di Alessandro Maggi e Ivano De Gasperi ho deciso di cominciare con quest’avventura. Il 16 settembre 2016 insieme ad Alessandro Maggi nasce Eurodevotion”.


La prima  F4 non si scorda mai…

"La prima F4 nel 2018 a Belgrado è stata indimenticabile. Toni Cappellari mi diede una grande mano all’inizio dandomi diversi contatti ed infatti gli devo tutto. Il giovedì quando ho incontrato per la prima volta da vicino Zeljko Obradovic è stato un’emozione forte. In quei quattro giorni ho capito che si poteva conversare bene con gli addetti ai lavori. Non posso non fare una menzione speciale per Antonio Mariani che ha realizzato dei contenuti speciali in quell’edizione”.


Obradovic e Messina

"La stagione seguente organizzo un’intervista con Obradovic e con l’addetto stampa del Fenerbahçe avevo concordato 20’. L’intervista alla fine è durata 45’-50’ con gli altri giornalisti che non l’hanno presa benissimo (ride ndr) A fine intervista Zeljko concluse dicendomi: "E’ stato veramente un piacere". L’anno seguente, dopo un’altra chiacchierata, sempre Zoc ha finito con: "Parlare con te di pallacanestro è sempre bello". Un’ altra intervista che ricordo con molto piacere è quella fatta ad Ettore Messina nel settembre 2018 che riesco concordare con l’aiuto di Alessandro Mamoli. Ad oggi è l’articolo più letto su Eurodevotion. Quando parli con queste persone di pallacanestro diventa tutto più facile".


Cosa è cambiato nella pallacanestro 

“Ci sono due aspetti fondamentali che sono cambiati: La comunicazione non è più come prima e questo non solo nel mondo dello sport. Non credo che il gioco sia migliorato, anzi, ad eccezione di qualche squadra. E’ molto più atletico e “statistico”, vedi ad esempio la considerazione delle percentuali nei  corner threes. A livello di tecnica i giocatori hanno perso molto, ad esempio nell’esecuzione del passaggio”.


L'allenatore che sceglierei…

“Se dovessi scegliere un allenatore prima lo farei in base alla persona e poi alla tecnica. Dirti Z. Obradovic sarebbe troppo semplice e quindi faccio il nome di Bartzkokas”.


L'allenatore con cui collaborerei

“Chus Mateo è una persona di un’altra categoria. Dà tanto spazio ai suoi collaboratori”.

Il mio quintetto ideale 

"Jasikevicius, Diamantidis, Antony Parker, Vezenkov e Tavares".


L'Eurolega 26-27

“In questo momento ci sono due squadre che vedo avanti (Olympiacos e Panathinaikos). Sarà un duello stellare. Sono convinto che l’arrivo di Obradovic calmerà le acque. Subito dietro ci sono Fenerbahce, Hapoel Tel Aviv, Efes e Dubai. Ho tanti dubbi sul Real Madrid. Occhio a Milano che potrebbe occupare la sesta, settima posizione”.

La nuova Olimpia Milano

“Milano in attesa degli ultimi colpi ha costruito un roster completo e solido. Daniele Baiesi ha messo ha segno un colpo da maestro. Mi piace molto, è un roster “poetico” se vogliamo associarlo al Coach, che ha davanti una bella sfida ma può farlo coi suoi uomini e coi suoi principi”.


La Virtus Bologna 

“Tutto è molto legato al futuro di Luca Vildoza. In questo momento mi sento di dire che oscilla tra la 15a e la 20a posizione, ma potrebbe stupire se tutto si incastrasse al meglio. E’ ancora presto per dare un giudizio definitivo visto che siamo in pieno mercato, ma al momento ci sono molte scommesse e tutto deve andare bene".

Mi piacerebbe allenare…

“Se potessi allenare qualche squadre di Eurolega, sceglierei dei posti dove c’è un popolo dietro la squadra: Maccabi Tel Aviv, Zalgiris Kaunas, a Belgrado e Bologna insomma le  basket city”.