Nemesi: "Via da me": E' un'invocazione ad essere liberi.
Nemesi si racconta a Lorenzonthecourt
Nemesi si racconta a Lorenzonthecourt durante la settimana di Sanremo
Il nome d'arte - “Nemesi è un po' l'anagramma di Simone. C'è un significato molto più profondo. E' tutto ciò che Simone non ci riesce a dire. E' una rivincita contro le mie paure. Spesso noi siamo i medici di noi stessi. Nemesi è un po' la resa dei conti”.
La passione per la musica - “E' tutto per me. Avendo tre fratelli più grandi sono nato con un'influenza rock (Bon Jovi, Brian Adams e U2) e mi sono appassionato a questa musica. Ho cominciano ad esibirmi con queste cover. E poi il Baskin mi ha aiutato molto perchè tra le strade di Roma mi sono sbloccato tantissimo. Mi ha dato maggiore convinzione per proseguire questo percorso come artista. Felice di aver conosciuto Daniele di Agharti Records con cui ho firmato il contratto e sono qui a presentare ”Via da me".
“Via da me” - Il primo anno non è stato semplice perchè ero nella fase della sperimentazione di vari generi. Per un'artista trovare la propria identità è fondamentale e l'ho trovata. La mia canzone è risultato. Nasce a metà novembre, sfumature indie rock e parla di quando c'è una rottura in un storia d'amore, e di quel tempo che passa dove la persona non riesce a dimenticarla. E' un'invocazione ad essere liberi.
Sanremo - “ E' bellissimo stare qui”.
Duetto - “Ti dico Tommaso Paradiso”.
Pronostico - “Ci sono tanti artisti che stimo, se ti devo dire un nome dico Tommaso Paradiso"