Esclusiva, Gigio Rancilio presenta "Vite Digitali" e "Questa enciclica è una hit!"
Gigio Rancilio si racconta a Lorenzonthecourt
Gigio Rancilio si racconta a Lorenzonthecourt
Biografia
Luigi "Gigio" Rancilio, già caposervizio della redazione spettacoli, è stato a lungo Social Media Manager del quotidiano «Avvenire». Agli albori di internet ha cofondato e diretto RockOnLine, ilprimo sito di informazione musicale.
È oggi formatore e divulgatore di comunicazione e cultura digitale, con particolare attenzione ai giornalisti, agli educatori e al mondo cattolico.
L'intervista
La passione per la scrittura
“E' nata in maniera casuale. A 16 anni cominciai a fare le radio libere che poi divennero private. Mi scrisse la capo redattrice di Alba per collaborare con loro per seguire la musica e poi sono passato ad Avvenire. E' così che è cominciato tutto”.
“Vite Digitali”
“E' il meglio di una rubrica su Avvenire sulle trasformazioni digitali. L'obiettivo era quello di avvicinare persone lontane dal digitale. Ci sono 42 finestre con 42 esempi di trasformazioni digitali”.
I social network
“Sono nati con un'idea che però è stata trasformata, visto che dovevano connettere le persone in maniera migliore, ma poi ci siamo accorti che degli aspetti negativi (razzismo, odio). Tutto questo però non è partito dai social network, ma dai talk show televisivi, dove purtroppo ne abbiamo viste di tutti i colori. Noi dobbiamo essere grati i social network. Nel corso degli anni però sono diventati piattaforme di esibizione, o luoghi di vendita o pubblicità, insomma dei piccoli centri commerciali. Per i giornalisti quello più diffuso è X. Nonostante tutto per i contenuti giornalistici quello più diffuso rimane Facebook. Instagram e Tik Tok sono su un mondo a parte”.
AI
“Era già presente nella nostra vita. E' un moltiplicatore. Moltiplica le cose buone delle persone, ma anche le falsità. Ognuno si costruisce la propria verità su se stesso”.
Genitori-figli
“Il cambiamento è avvenuto tra le persone. Siamo stati travolti da una cosa. I ragazzi sono velocissimi davanti ad una tastiera, ma non conoscono i dettagli dei sociali. Il problema non è grandi/piccoli, ma è il rapporto con la vita quello che conta. Si dice che la vita digitale non sia reale, ma questo non è vero. Quando fai del male, lo fai davvero. I genitori dovrebbero mettere la testa sui telefoni dei figli per far si che si possa aprire un dialogo”.
“QUESTA ENCICLICA È UNA HIT!”
“La casa editrice ”Àncora" di ha chiesto di fare questo libro per avvicinare i ragazzi molto giovani (dai 12 anni) alla Magnifica humanitas, la prima enciclica di Papa Leone XIV. Abbiamo scelto questo titolo proprio per attrarre più ragazzi possibili. Si parla di AI, di social, del Signore degli Anelli e di questa magnifica umanità. L'errore che si fa è mettere a confronto i papi. Papa Francesco è stato molto forte a livello comunicativo. Papa Leone XIV è diverso. Nella scelta del nome vuole dare continuità a Leone XIII con l'enciclica Rerum Novarum, che ha affrontato la questione operaia e i diritti dei lavoratori all'alba della rivoluzione industriale. L'AI è il più grande cambiamento di questo momento.
I giovani e la fede
“Tutti noi siamo chiamati a fare qualcosa. Ogni nostra azione ha una conseguenza. Non esistono ricette semplici. Il problema c'è sempre stato. Pensiamo alla nostra vita, rimaniamo nella nostra bolla. La fede è un dono. Noi dobbiamo cercare di rendere i ragazzi più curiosi. Alcuni adolescenti sono ”spenti", non hanno voglia di mordere la vita. Pensano ai soldi, ai follower e alle belle macchine".