Saoco
Saoco

 Marco Falivelli ospite su Lorenzoonthecourt

L'intervista 

Come nasce il libro 


“L’idea di questo libro è nata da una mia forte passione per questa cosa. In realtà mi ricoldo anche il momento esatto, di quando stavo ascoltando le interviste su You Tube di artisti internazionali. Ho visto un’intervista del 2013-14 che erano gli anni di Enrique Iglesias (Bailando, Subeme la radio) e stavo ascoltando un’intervista a Nicky Jam, artista che ha fatto sia reggaeton che la trap, un’artista insomma che ha fatto un po’ di storia.  Durante l’intervista lui affermava che E.Iglesias non fosse uno di loro. Ed io mi sono chiesto cosa vuol dire che non è uno di voi? Io credevo che fosse gente che fa musica ed invece ho scoperto che c’è un movimento culturale prima ancora che musicale, la musica è solo una punta della matita e quindi sono andata a fondo. Ho condiviso questa mia passione con Valentina Clemente, che si è appassionata anche lei su questa cosa e ci siamo detti che ci sarebbe stato un solo modo per parlarne, anche perchè in Italia il pregiudizio è molto forte sulla musica latina. Proviamo a fare un libro, perchè qualsiasi altro contenuto sarebbe inferiore rispetto alla traccia scritta. Nel frattempo mentre scrivevamo il libro di Bad Bunny e quindi diciamo che il timing è stato perfetto”. 


 

Linguaggio Radiofonico e giornalistico


“In realtà è stato molto semplice, il linguaggio radiofonico, ma anche quello musicologico avendo quel tipo di preparazione e di formazione. Il lavoro che dovevamo fare era di due tipi. Il primo investigativo, ovvero puro periodismo. Ovvero descrivere quello che succede e quello che è successo in questi trent’anni. Il secondo punto era quello di descrivere una situazione geopolitica, perchè di fatto il rapporto di paesi come Santo Domingo, Cuba, Colombia, Argentina e Hawaii hanno un rapporto particolare con gli Stati Uniti del Nord. Valentina è un’esperta perchè ha vissuto a Washington e lei ha fatto la parte più giornalistica. Io mi sono occupato della parte un po’ più musicologica. Se uno ci fa caso la parola reggaeton viene dalla parola reggae e quindi vuol dire che l’hanno portata i giamaicani. Lei ha fatte le cose sue, io le cose mie e poi le abbiamo mixate”. 


 

Il Titolo 


"E’stato il primo. C’è una canzone di Rosalia che si chiama così con la K però che è una risposta femminista a una canzone di Daddy Yankee del 2005, che non aveva lo stesso titolo, ma dentro parlava del rapporto uomo-donna. Il reggaeton ha sofferto tanto anche di pregiudizio maschilista. In quegli anni probabilmente lo era pure. Nel 2018, Rosalia decide di rispondere a Yankee. Il problema è che nel mentre questa parola che è Saoco, in alcuni punti del Sud America tipo Santo Domingo in modo particolare e Porto Rico si è diffusa. Nel linguaggio comune significa cool. Un canestro da tre punti allo scadere che ti regala la vittoria è Saoco.  Ha un’origine africana. L’origine è in Africa, un po’ come tutte le cose". 


 

Musica urbana Latina 


“Il modo con cui loro si riconoscano nella musica. Ad esclusione dei brani che arrivano in Europa, se scavi bene ci sono canzoni che parlavo di problematiche sociali di quartieri, di politica, di problemi grandi e piccoli. Loro si rappresentano con la musica che fanno. Usano un suono per metterci su dei messaggi. Noi questa cosa l’abbiamo persa. Noi ereditiamo dei suoni e dei messaggi. Se si pensa alla trap italiana, non solo ha ereditato un suono totalmente americano. C’è la trap di Atlanta, quella di Chicago. I sudamericani si riconoscono nel reggaeton. Ci hanno fatto cadere un governo”. 


 


 

Solo fenomeno musicale oppure no


“Abbiamo trovato la risposta. Da un punto di vista musicale sono partiti remixando i rytm giamaicani che gli arrivavano, mettendoci su però degli influssi del rap puro perchè il reggaeton non nasce a Porto Rico, ma a New York: Ora si guarda all’ordine pure: ovvero l’Africa. Da un punto di vista di riconoscimento loro dicono: abbiamo creato un impero. Basti pensare a Bad Bunny. E’ l’’artista più ascoltato al mondo. Lui ha creato un impero in termini di eredità. Se Bad Bunny fa un disco, probabilmente fai i miliardi di stream e lo ascoltano in tutto il mondo. Ora che ha l’impero dice delle cose. Nell’ultimo disco, ma anche in quello precedente che rimane ancora il disco più stremmato nell’era digitale Bad Bunny ha denunciato una situazione di predominio degli USA rispetto a Porto Rico, ha denunciato delle situazioni di sessismo, di maschilismo diffuse, ha denunciato i piccoli problemi della quotidianità portoricana. Loro prima si sono presi il mercato ed ora fanno il prezzo. Questa è la risposta”. 


 

Il viaggio

“Siamo stati nell’Accademia di danza. In questo libro c’è molta danza, anche perchè Valentina è appassionata e ha ballato per anni. La danza è comunque il movimento di un corpo con un altro corpo, la prossimità di due corpi che si esprimono con dei movimenti secondo me fa parte di una cultura. Quando siamo stati alla scuola di danza, dove Bad Banny ha registrato il video di Baile Inolvidable, mi ha sorpreso che la prima cosa che ci hanno spiegato è stata la matematica. E’ stato un momento carino. Ci hanno spiegato un suono attraverso uno strumento. E’ stata intensa come esperienza”. 


 

Bab Bunny


“Noi veniamo dal 2000 al 2020, l’anno del covid dove siamo stati sommersi e questo è colpa dei grandi media e delle grandi distribuzioni da un fenomeno di globalizzazione di massa che ha coinvolto l’aspetto artistico delle cose. Tutto suonava uguale e tutto funzionava se suonava simile. Si era raggiunta la capienza massima del contenitore. Era difficile trovare delle superstar. Se pensi all’Inghilterra negli ultimi 10 anni ha prodotto solo una superstar: Due Lipa. L’Inghilterra che è uno dei più grandi esportatori del mondo e della storia. Ad un certo punto c’è stata un’inversione. Alla gente ha iniziato a piacere qualcosa che non fosse uguale e che appartenesse una ad una piccola cultura. Non è un caso che le persone vadano a Porto Rico per andare a vedere Bad Bunny. Vanno lì anche per scoprire il paese. Il segreto è stato la glocalizzazione, che è l’opposto della globalizzazione”. 


 

La radio

“La radio italiana è la stessa di quarant’anni fa. Molti prezzi trap che passano in radio hanno un beat latino. Se uno pensa a Geolier, non pensi mai che fa musica latina. Il suo primo disco è quasi tutto latino. Le collaborazioni che lui appartengono al mondo latino. A Napoli ha detto: nel 2027 farò sei concerti qui al Maradona, chi vuole ascoltarmi deve venire qui. E’ la stessa cosa che ha fatto Bad Bunny a Porto Rico. Ad un certo punto gli americani del nord hanno capito che maggior parte della popolazione mondiale parla lo spagnolo. Dopo i cinesi, c’è la Spagna e quindi hanno cercato di monetizzare. Hanno cercato di rendere cool una cosa che non c’era. Baby K ci ha fatto un carriera, così come Samuray J che ha cambiato”. 


 

Cosa diresti al Marco di qualche anno fa

“Per scrivere un libro devi studiare molto e scoprire tante cose. Non immaginavo di riuscire a scrivere un libro. Credevo che il punto più alto della musica latina lo avessimo giù visto, ma mi sbagliavo perchè ci sono ancora cose da dire. Io non riesco a godermi le cose, ogni giorno devo cercare l’errore. Il giorno che è uscito il libro non ero contento, perché mi sono detto: potevi parlare anche di questa. Al Marco di tanti anni fa direi di godersi le piccole cose”. 


 


Speaker e Scrittore 

“Molti colleghi fanno più cose contemporaneamente. Sarebbe stato diverso se avessi scritto un libro su di me. Non è lo stesso pubblico e quindi non mi sono posto la domanda”. 


Come progetto nelle scuole

“Sarebbe bello portato nei licei musicali. E’ una storia che va raccontata".


 


Il prossimo libro 

“Lo farei su un tema che è stato affrontato, ma non troppo. Io lo farei per la Pizzica, la Taranta, la Tarantella. Se domani esce un’artista che fa sta cosa. Noi possiamo prendere questa musica e portala nel mondo. L’Italia è un posto unico nel mondo. Ogni regione ha una propria cultura”.