Grande successo per la 27ª edizione de La Milanesiana con 44 giornate, 64 appuntamenti, 18 città coinvolte e tanti ospiti che hanno intrecciato culture e discipline in appuntamenti unici
Grande successo per la 27ª edizione de La Milanesiana con 44 giornate, 64 appuntamenti, 18 città coinvolte e tanti ospiti che hanno intrecciato culture e discipline in appuntamenti unici
Si è conclusa ieri sera, mercoledì 22 luglio, la 27ª edizione de La Milanesiana, ideata e diretta da ELISABETTA SGARBI, confermandosi ancora una volta una delle rassegne culturali più ricche e trasversali del panorama italiano che ha intrecciato, come da sua vocazione, letteratura, musica, cinema, scienza, arte, filosofia, teatro, diritto, economia, sport e fumetto.
44 giornate, 64 appuntamenti, 18 città coinvolte, ospiti italiani e internazionali e oltre 100.000 persone raggiunte: numeri che raccontano ancora una volta un’edizione eccezionale per partecipazione e qualità. Un viaggio culturale appassionato e inclusivo, accompagnato dal tema dell’edizione “Il desiderio e la legge”, che ha attraversato teatri, piazze, musei e spazi urbani, accogliendo un pubblico eterogeneo, curioso e sempre più numeroso.
Grande interesse hanno riscosso gli appuntamenti all’Istituto Clinico Humanitas, al Carcere di San Vittore di Milano e all’Istituto dei Ciechi di Milano: nuove collaborazioni che hanno portato il confronto culturale in spazi in cui la parola e l’ascolto possono assumere un valore ancora più necessario.
Dichiara Elisabetta Sgarbi: «La Milanesiana 2026 è stata un viaggio entusiasmante, animato dalla felicità di ritrovare amici fedeli e dalla sorpresa di scoprirne di nuovi. Abbiamo festeggiato 10 anni del festival a Bormio, 9 ad Ascoli Piceno e 7 in Emilia-Romagna, e inaugurato a Seregno la rosa luminosa e sonora dell’artista Marco Lodola. Ma abbiamo anche portato La Milanesiana dove non era mai stata: nelle corsie dell’Humanitas, dove la bellezza e la cura si sono incontrate con grande intensità; e nel carcere di San Vittore, per due incontri emozionanti, sorprendenti, un dialogo che spero continui in futuro. La legge de La Milanesiana è il desiderio di vivere molte vite che non sono la nostra, nelle storie dei grandi scrittori (tra cui il premio Nobel Abduralzak Gurnah, il booker prize David Szalay, i premi Strega Sandro Veronesi, Paolo Giordano, Edoardo Nesi), dei registi internazionali (Park Chan Wook, Abel Ferrara, Jean-Jacques Annaud, Regis Wargnier, Maurizio Nichetti), degli artisti del fumetto (Milo Manara, Art Spiegelman), nelle anteprime teatrali (Anna Valle in Essere Armani) e poi in mostre, concerti, dialoghi. Nel celebrare gli anniversari, iniziando con gli 80 anni di Nicola Piovani fino ai 100 anni dal premio Nobel a Grazia Deledda con le letture di Laura Morante. Durante i due mesi del festival, incontrare il calore del pubblico che ci ha accolti ovunque con passione è stata la mia soddisfazione più grande. La Milanesiana è per tutti loro, per chi l’ha scoperta e amata, non potendovi rinunciare, e per chi verrà il prossimo anno».
Quest’anno La Milanesiana ha consegnato i seguenti premi, realizzati da Giovanna Fra e Marco Lodola.
Premio Scuola Pitagorica / La Milanesiana per le Scienze ad Alberto Mantovani, Presidente di Fondazione Humanitas per la Ricerca. Di seguito la motivazione scritta dalla saggista Eliana Liotta: “Il premio Scuola Pitagorica / La Milanesiana per le Scienze va ad Alberto Mantovani, che ha messo al servizio dell’umanità la sua intelligenza e la sua passione, aprendo nuove strade alla ricerca e alla cura. È l’italiano con l’impatto più alto nella letteratura medico-scientifica internazionale: a lui si deve la cosiddetta immuno-revolution, la rivoluzione che ha illuminato i legami tra sistema immunitario, infiammazione e cancro. Il premio va anche al divulgatore e al saggista, per la capacità di spiegare con chiarezza e senso di responsabilità la medicina e i suoi rapporti meravigliosi con la letteratura e con l’arte. Mantovani ha sempre cercato e raccontato la bellezza della scienza, incarnando il pensiero di Marie Curie: Uno studioso nel suo laboratorio non è solo un tecnico, è anche un bambino messo di fronte a fenomeni naturali che lo impressionano come una fiaba”.
Premio Omaggio al Maestro al regista sudcoreano Park Chan-Wook. Di seguito la motivazione del Premio, firmata da Marco Müller (già direttore artistico della Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia e del Festival internazionale del Film di Roma): “Park Chan-wook è un regista visionario e un filosofo radicale, un maestro del cinema contemporaneo di genere e un pensatore critico che rispetta la logica ma vuole portarla al limite. Narratore inimitabile nelle sue rischiose giravolte fra umorismo macabro, estetica mirabile e invenzione continua nell’espressione della violenza, grazie a una precisa prospettiva autoriale e dentro una libertà eclettica di sperimentazioni, ha percorso temi e stili, ricontestualizzando convenzioni narrative che spingeva al punto di rottura, privilegiando nella sua esplorazione di crisi e ossessioni, morale e psiche umana (con un’attenzione particolare a quella femminile) il ruolo dell'ironia della negatività. Questo premio vuole affermare la convinzione che, con le sue cine-acrobazie a venire, Park Chan-wook saprà, ancora una volta, tracciare quadri in movimento sottratti ai futuri confini (commerciali o tecnologici) del cinema”.
Premio Omaggio al Maestro a Maurizio Nichetti e Bruno Bozzetto. Di seguito le motivazioni scritte da Maurzio Porro.
“A Bruno Bozzetto. Nipote di un nonno pittore di angeli e madonne, ha da lui ereditato la passione del disegno e quella visione fantastica della realtà che lo ha portato a fondare una casa di produzione arrivando nel ’91 alle soglie dell’Oscar, realizzando il suo primo corto nel ’58, dopo aver versato un contributo alla pubblicità. La sua carriera, quasi una commedia italiana al cartoon, suona al campanello del signor Rossi, simbolo, già nel nome, di un cittadino medio borghese vittima di ogni burocrazia, uno che, vicino di casa, potrebbe venire a chiederci due uova o un limone. Il signor Rossi, con baffi, cappello e abito rosso, è protagonista di molti corti e tre dei suoi sette lungometraggi, prendendo il via in quel magico anno che fu il 1960. È la via italiana al cartoon, la risposta a zio Disney (Allegro non troppo contro Fantasia), la satira del West, mentre si sommano successi, da West and Soda a Vip - Mio fratello superuomo, e anche un film con attori reali e corti di divulgazione al fianco del Piero Angela, fino al traguardo obbligatorio dell’animazione al computer. Una vita che diventa una carriera costellata di premi, medaglie e omaggi anche da parte Disney, del Museo di Torino, osservato con attenzione ovunque. Una vita animata, in ogni senso: ma nell’inverosimile apparente si nasconde una fetta di malessere quotidiano da spartire in parti eguali, tutto nascosto sotto la linearità umoristica del suo segno grafico che traduce una satira di usi e costumi degli ultimi 50 anni”.
“A Maurizio Nichetti. Nichetti, che ama il set, lavora in tv per i ragazzi, fa il giurato in festival internazionali, si arrampica sul festival di cinema di montagna, si dedica anche al teatro dal cui Dna è affascinato, non solo la prosa ma perfino l’opera e l’operetta, col passaporto del Paese dei campanelli, mescolando il prisma dello spettacolo cui ha affittato il suo talento multiforme. Così insegna i suoi segreti ai giovani prima a Torino, poi all’università Cattolica, al Centro sperimentale, alla civica scuola di cinema di Milano e alla Iulm. Porta in sala da regista 11 film, che gli assegnano David e Nastri d’argento, con un intervallo tra il 2001 e il 2024, quando gira con gli attori del cuore Amiche mai. Il suo comandamento è mescolare sogno e realtà, perché la fantasia scappa regolarmente dal recinto del quotidiano, dimostrando che il mondo è spesso la proiezione “malincomica” della clownerie, un sogno luminoso in vendita”.
Premio SIAE / La Milanesiana al cantautore Ermal Meta. Di seguito la motivazione scritta da Salvatore Nastasi: “Il Premio SIAE / La Milanesiana va quest’anno a Ermal Meta, per il suo percorso artistico coerente e riconoscibile, che valorizza il ruolo del cantautore come interprete del proprio tempo. Autore sensibile e raffinato, si distingue nel panorama contemporaneo per la forza evocativa dei suoi brani, in cui parole e musica si fondono in modo armonico e incisivo. La sua autorialità si esprime attraverso uno sguardo lucido e poetico sulla realtà, dando voce a emozioni, fragilità e speranze. Premiare un artista come lui significa riconoscere una forma di cantautorato che non si limita all’industria musicale, ma che restituisce complessità e profondità al linguaggio artistico a 360 gradi. In un contesto spesso dominato dalla rapidità e dalla semplificazione, la sua ricerca di equilibrio tra intensità emotiva e cura formale rappresenta una direzione controcorrente, direzione che tra l’altro è riuscito a mantenere con grazia anche nei suoi romanzi. Come nell’ultimo, “Stella Stellina”, nato dalla canzone che abbiamo applaudito quest’anno al Festival di Sanremo. Nel romanzo ancora una volta la sua voce si sposta dalla sintesi poetica del testo musicale a una dimensione più distesa e narrativa, ma conserva la stessa attenzione per le emozioni e le traiettorie umane che rendono unico il suo lavoro di Autore. Ed è forse proprio questa la cifra più alta dell’autorialità: trasformare il talento individuale in un patrimonio condiviso”.
Premio Rosa d’Oro de La Milanesiana al Premio Pulitzer 1992 Art Spiegelman e a Françoise Mouly, editor e art director. Di seguito la motivazione firmata da Igort: “A Françoise Mouly e Art Spiegelman, per aver contribuito, sia con il lavoro personale che con il loro sodalizio artistico, a influenzare e modificare in maniera ragguardevole la percezione del fumetto e del libro illustrato nel suo complesso. Trattando stili e tematiche sino ad allora quasi impensabili e rivendicando comunque il proprio amore incondizionato per la cultura a tutto tondo. Indipendentemente da sciocchi steccati o gerarchie del passato”.
Premio Jean-Claude e Nicky Fasquelle per la Letteratura allo scrittore francese Olivier Guez. La motivazione di Marina Fabbri: “A Olivier Guez. Il Premio Jean-Claude e Nicky Fasquelle per la letteratura va allo scrittore e sceneggiatore francese Olivier Guez, da sempre attento osservatore delle contraddizioni della Storia del mondo contemporaneo e soprattutto della complessità dei suoi protagonisti più noti e meno noti. Tra le sue opere figurano L’impossible retour, une histoire des juifs en Allemagne depuis 1945 e Les révolutions de Jacques Koskas. Ha collaborato a “Le Monde”, “Le Point” e al “New York Times”. Nel 2016 ha ricevuto il Deutscher Filmpreis per la migliore sceneggiatura con il film Lo Stato contro Fritz Bauer, ritratto dell’iniziatore dei processi contro i criminali nazisti. Tra i suoi romanzi più noti ci sono La scomparsa di Josef Mengele, divenuto anche un film, e il recente Mesopotamia, due opere basate sulle ossessioni sbagliate che hanno segnato il Novecento: la folle idea di scoprire il segreto della vita da parte del medico nazista Joseph Mengele, noto come “l’angelo della morte” e, prima ancora, l’idea colonialista di ricondurre tutti i popoli del Medio Oriente a una fittizia Mesopotamia moderna sotto l’egida dell’Impero di Londra. Alla particolare capacità di Olivier Guez di dialogare con la storia, trasmettendola da un punto di vista desueto, talvolta scomodo, ma sempre corroborato dall’uso scrupoloso del materiale documentario, si unisce, sul piano narrativo, l’abilità di compenetrare, nella tradizione tolstojana, i due piani individuale e collettivo-politico, consegnando così un ritratto vibrante, mai scontato e sempre problematico di personaggi indimenticabili e di vicende storiche che hanno plasmato il nostro mondo contemporaneo”.
Premio Jean-Claude e Nicky Fasquelle per il Cinema al regista francese Régis Wargnier. La motivazione redatta da Aliona Shumakova: “A Régis Wargnier. È un profondo osservatore del destino umano. Lontano dall’ottimismo hollywoodiano, egli non ritrae i vincitori ma persone che perdono la patria, i propri cari, le illusioni. I suoi temi principali riguardano l’identità e il confronto con la Storia. Quella che arriva sempre a casa della gente comune e invade la vita personale. La sua arte documenta un essere umano all’interno di una catastrofe storica. Oggi forse stiamo vivendo proprio questo, ci sentiamo risucchiati nel vortice di una storia distruttiva. Esterrefatti, disorientati, impotenti. Abbiamo solo la nostra dignità a contrastare tutto ciò e Wargnier ci ha dimostrato che la dignità è più importante della vittoria. Régis Wargnier è uno degli ultimi rappresentanti del grande cinema umanistico europeo. I suoi film non parlano tanto di guerre, rivoluzioni ma della preservazione della dignità e dell’identità in un mondo che cambia rapidamente. Le sue storie sono sempre grandiose, ma al centro dell’inquadratura vi è sempre il cuore umano. Per questo i suoi film risultano ancora vibranti e profondamente toccanti”.
L’edizione 2026 è stata dedicata a Daniela Benelli e Dario Salvetti, scomparsi lo scorso anno, due persone che hanno visto nascere La Milanesiana e l’hanno amata e arricchita con il loro lavoro e la loro passione, e a Giorgio Gosetti, direttore del Noir in Festival e amico de La Milanesiana.
È possibile rivedere alcuni appuntamenti sulla pagina YouTube de La Milanesiana www.youtube.com/@LaMilanesiana/streams e sul sito del Corriere della Sera Corriere.it.
LE CITTÀ DE LA MILANESIANA
Per la sua 27esima edizione, La Milanesiana è arrivata in 18 città in 6 regioni italiane confermando lo spirito fortemente itinerante del festival.
Le città e i comuni coinvolti della Lombardia sono stati Milano, Seregno, Rozzano, Pavia, Bergamo, Sondrio, Bormio e Livigno. In Piemonte è arrivata a Venaria Reale e Alessandria. In Calabria ha toccato per il secondo anno Crotone. In Toscana la rassegna ha fatto tappa a Viareggio e per la prima volta aColle Val D’Elsa. In Emilia-Romagna è arrivata a Longiano, Gatteo A Mare, Cervia e Fidenza. Nelle Marche ad Ascoli Piceno.
LETTERATURA
Fin dai primi appuntamenti a inizio giugno, sono stati molti gli autori internazionali intervenuti nel corso della rassegna. La Milanesiana ha intrecciato il suo percorso con tre importanti anniversari della cultura italiana - i 150 anni dalla fondazione del Corriere della Sera, i 125 dal supplemento La Lettura e i 25 anni dalla nascita della Fondazione Corriere della Sera - alla Fondazione Corriere della Sera, con ospite lo scrittore e pittore libanese (naturalizzato statunitense)Rabih Alameddine, vincitore del National Book Award. Ha portato il saluto istituzionale Annalena Benini, direttrice del Salone Internazionale del Libro di Torino, prologo di Ferruccio de Bortoli.
Al Piccolo Teatro Paolo Grassi si è tenuto il prologo "Il desiderio di darsi un nome" del linguista Andrea Moro e le letture di Sandro Veronesi (Premio Strega 2006 e 2020), Christian Kracht, Premio Hermann Hesse 2016, e David Szalay, Booker Prize 2025.
Il 20 giugno La Milanesiana ha inaugurato gli appuntamenti in collaborazione con Humanitas con Lucrezia Lerro e Vania Colasanti.
Anche quest’anno la rassegna è tornata all’Almo Collegio Borromeo di Pavia con grandi autori: Edoardo Nesi, scrittore premio Strega 2011, Edward St Aubyn, narratore Premio Femina Étranger 2007, e Abdulrazak Gurnah, scrittore Premio Nobel per la Letteratura 2021, voce profonda e cosmopolita dell’esilio e dell’identità.
Olivier Guez è stato ospite a Milano alla Biblioteca Villa Litta in dialogo con Marina Fabbri, direttrice di Noir in Festival, e ha ricevuto all’Anteo Palazzo del Cinema il Premio Jean-Claude e Nicky Fasquelle per la letteratura.
Bormio ha visto il prologo dei Terconauti e lo spettacolo di Paolo Rossi in una serata omaggio a Dario Fo, a 100 anni dalla nascita, e lo spettacolo di Anna Valle in omaggio a Giorgio Armani, con prologo letterario di Renata Molho, giornalista e saggista, critica di costume e moda per il “Sole 24 Ore”, autrice della biografia di Giorgio Armani “Essere Armani” (Baldini+Castoldi).
Maria Sole Sanasi è stata ospite degli appuntamenti a Viareggio, Milano, Ascoli Piceno e Sondrio.
La Milanesiana ha voluto nel suo percorso rendere omaggio a 2 grandi autori scomparsi.
Il 14 giugno all’Istituto dei Ciechi di Milano c’è stato un omaggio a Jorge Luis Borges nel giorno del quarantesimo anniversario della sua morte: con "Lo specchio di Borges. La storia di un libro e della biblioteca illimitata", Massimiliano Finazzer Flory ha accompagnato il pubblico tra le pagine dello scrittore argentino, affiancato da Sergio Scappini alla fisarmonica e dalle musiche del compianto Astor Piazzolla.
Grazia Deledda, nel centenario della consegna del Premio Nobel per la Letteratura, è stata celebrata il 5 luglio a Cervia da Laura Morante con lo spettacolo ispirato a “Canne al vento”.
MUSICA
Il filone musicale si è aperto con due grandi maestri del pianoforte: Nicola Piovani a Venaria Reale e Uri Caine, che quest’anno ha compiuto 70 anni, alla Fondazione Corriere della Sera di Milano.
Il Piccolo Teatro Paolo Grassi ha ospitato Paolo Fresu e Daniele Di Bonaventura (tornati anche il 23 giugno all’Almo Collegio Borromeo di Pavia) e Ramin Bahrami con un omaggio a Franz Liszt.
Paolo Jannacci & Band si è esibito a Viareggio, Simone Cristicchi con Amara è andato in scena a Colle Val d’Elsa, nuova città della rassegna, con lo spettacolo “Lo chiederemo agli alberi”.
A giugno il Volvo Studio Milano ha ospitato tre grandi performance musicali che hanno raccolto ampia partecipazione di pubblico. "Ecco tutto qui. Le canzoni e la vita di Enzo Jannacci" con il prologo di Elio Franzini, Rettore dell'Università degli Studi di Milano, e lo spettacolo tra musica e parole di Paolo Jannacci, cantautore, figlio d’arte e interprete sensibile del repertorio del padre, con il giornalista Enzo Gentile, con un omaggio a Ornella Vanoni; Ermal Meta, fresco di partecipazione al Festival di Sanremo con “Stella stellina”, che ha dialogato con Alessandro Gnocchi, si è esibito e ha ricevuto da Salvatore Nastasi il Premio SIAE / La Milanesiana; grande sorpresa il concerto dei Tre Allegri Ragazzi Morti partito con “La ballata delle ossa”, passato per brani storici della band come “Bengala” e “Puoi dirlo a tutti” fino all’entrata sul palco di Abel Ferrara che, con la sua chitarra, si è unito alla band in una cover di “Pet Sematary” dei Ramones. «Questa sera Elisabetta si è inventata di mettere in contatto vampiri vari che stanno in giro per l’etere… Questa sera sul palco con noi c’è il Vampiro Capo, Abel Ferrara!» ha dichiarato Davide Toffolo. Abel Ferrara ha poi fatto seguito a una richiesta di Elisabetta Sgarbi di portare in Italia qualcosa di autentico appartenente alla Beat Generation e così ha cantato una poesia accompagnato dai TARM. Il concerto si è concluso come di consueto con “La tatuata bella” partecipata da tutto il pubblico.
All’Auditorium Humanitas San Pio X si è esibito Renato Caruso unendo l’ordine della matematica e l’istinto dell’ispirazione musicale, dicotomia in omaggio al tema dell’edizione. Alessandria ha visto l’intervento musicale del fisarmonicista Gianni Coscia.
Seregno e Gatteo A Mare hanno ospitato Rita Pavone, prima in dialogo con Mario Andreose, Presidente de La nave di Teseo, e poi in concerto.
Alla Centrale dell’Acqua MM si è esibita la pianista e compositrice Giuseppina Torre.
Al carcere San Vittore di Milano è intervenuto Daniele Sanzone con la sua band ‘A67, originaria di Scampia, il cui nome è un riferimento alla Legge sull’edilizia popolare, raccontando ai ragazzi del carcere come si può rinascere.
Livigno ha chiuso La Milanesiana con due spettacoli musicali: Irene Grandi e l’omaggio a Franco Battiato con il progetto “Regine dei Mondi – Queendoms per Franco Battiato”, guidato da Agadez (Giada Colagrande) con il suo ensemble e il concerto “L’alba dentro l’imbrunire” con Giovanni Caccamo.
CINEMA
Il filone del cinema è stato ricco di colpi di scena, dalla conferenza stampa di Park Chan-wook all’intervento esclusivo di Martin Scorsese.
Park Chan-wook, regista sudcoreano, autore di film acclamati dalla critica come “Old Boy” e “No Other Choice”, è stato ospite de La Milanesiana ricevendo ilPremio Omaggio al Maestro.
Il filone del cinema si è arricchito della presenza di due grandi maestri del cinema libero, inventivo e profondamente milanese: Maurizio Nichetti e Bruno Bozzetto anche loro celebrati con il Premio Omaggio al Maestro.
La rassegna ha portato il filone del cinema anche a Colle Val d’Elsa, con un omaggio al regista e sceneggiatore italiano Florestano Vancini, autore particolarmente attento ai temi storico-politici, in occasione dei 100 anni dalla nascita.
Ornella Muti è intervenuta al Teatro Franco Parenti con Andrée Ruth Shammah, Enrico Dal Buono, Paolo Di Stefano e Agnese Pini, direttrice del quotidiano Il Giorno, che ha festeggiato 70 anni dalla fondazione.
Il Volvo Studio Milano ha ospitato per l’evento "Desiderio. Cinema e rock" il già citato Abel Ferrara, regista americano viscerale e visionario, in dialogo poi con Giulio Sangiorgio, preceduto dal prologo di Pierluigi Di Pasquale.
Seregno e Bormio hanno registrato il tutto esaurito per l’attore Giancarlo Giannini che, per gli appuntamenti, ha preparato una lettura poetica accompagnato da Marco Zurzolo al sax. Nell’Aula Magna dell’Università del Piemonte Orientale di Alessandria, l’omaggio al film "Il nome della rosa” di Jean‑Jacques Annaud, in occasione dei 40 anni dall’uscita alla presenza del regista Jean‑Jacques Annaud, Premio Oscar 1977, Franco Cardini, storico medievista,Roberto Cotroneo, scrittore e critico Premio Selezione Campiello 1996. L’incontro è stato coordinato da Mario Andreose. Con un intervento video diFrancesco Filidei, compositore e musicista, che ha debuttato al Teatro alla Scala con “Il nome della rosa”.
Il 25 giugno, all’Anteo Palazzo del Cinema, l’omaggio a Martin Scorsese a 50 anni dall’uscita di "Taxi Driver". L’attore americano ha dedicato un esclusivo contributo video a La Milanesiana, parlando del rapporto con la fede. In dialogo il gesuita Antonio Spadaro, che già più volte ha incontrato Scorsese, e il regista, sceneggiatore e critico Pierluigi Di Pasquale.
Régis Wargnier, regista francese Premio Oscar 1993 e voce raffinata e profonda del cinema narrativo internazionale, è stato celebrato all’Anteo Palazzo del Cinema di Milano, con una dedica speciale al critico Giorgio Gosetti recentemente scomparso. Il regista di “Indochine” (1992, 159’) ha ricevuto il Premio Jean‑Claude e Nicky Fasquelle per il cinema, con l’intervento di Julien Fasquelle.
A Livigno è stato proiettato il contributo cinematografico di Theo Volpatti, dal titolo Sulle tracce di Beethoven (6’), in omaggio a Franco Battiato con la trascrizione per piano solo del noto brano La Cura, suonato in questa occasione dal pianista Francesco Libetta.
SCIENZA
La scienza è uno dei temi de La Milanesiana che ogni anno offre lo spunto per nuove riflessioni. Il 4 giugno La Milanesiana ha consegnato il Premio Scuola Pitagorica / La Milanesiana per le Scienze ad Alberto Mantovani, medico, immunologo e oncologo al Teatro Apollo di Crotone, stimato anche all’estero con un forte impatto nella letteratura medico-scientifica internazionale.
La Fondazione AEM di Milano ha ospitato l’appuntamento "Aemetropolis. Milano e la Valtellina, storia di una grande comunità energetica", curato dallo scienziato sociale e politologo Alberto Martinelli, docente all’Università di Milano e già presidente dell’International Sociological Association. Sono intervenutiOrnella Selvafolta, architetto e storica dell’architettura del Politecnico di Milano, Marco Introini, fotografo di architettura e paesaggio e docente di Fotografia dell’architettura al Politecnico, e Fabrizio Trisoglio, responsabile scientifico di Fondazione AEM, in un dialogo tra storia, energia e comunità.
Alla Centrale dell’Acqua MM si è tenuta la riflessione su "L’acqua, la vita, la storia" con gli interventi di Alberto Beretta, Presidente e Direttore Scientifico di SoLongevity, Fabio Genovesi, scrittore di Forte dei Marmi le cui storie sono legate al mare, Gianni Biondillo, architetto e scrittore, e Mario Andreose.
ARTE
La Rosa de La Milanesiana, scultura luminosa firmata da Marco Lodola, quest’anno è stata donata a Seregno. In collaborazione con Comune di Seregno.
Ad Ascoli Piceno è tornato ad intervenire il celebre critico d’arte Vittorio Sgarbi in un dialogo ispirato al suo ultimo libro "Il cielo più vicino. La montagna nell'arte" (La nave di Teseo) che ha coinvolto Paolo Del Debbio e Stefano Papetti, preceduto dagli interventi di Francesca Filauri e Sabrina Colle, con accompagnamento musicale al volino di Hildegard de Stefano. In quella stessa occasione, è stata consegnata ai figli Vittorio ed Elisabetta Sgarbi la Medaglia Commemorativa spettante al Sotto Tenente Giuseppe Sgarbi per la sua partecipazione alle campagne di guerra 1940-43, nell'ambito del progetto Storico - Culturale: "La Memoria Bellica degli Italiani nel Mondo”.
Le mostre de La Milanesiana, visitabili nel corso dell’estate, continuano ad arricchire le città italiane. Sono accompagnate dai cataloghi della Fondazione Elisabetta Sgarbi. I progetti di allestimento sono di Luca Volpatti.
Fino al 13 settembre la Reggia di Venaria a Venaria Reale ospita la mostra “Milo Manara. Il nome della rosa”, un omaggio a uno dei più grandi maestri del fumetto italiano con le tavole della sua graphic novel pubblicata da Oblomov Edizioni, un'opera che ha conquistato lettori di tutto il mondo per la sua capacità di fondere arte, letteratura e immaginazione visiva, in ricordo di Umberto Eco a 10 anni dalla scomparsa. In collaborazione con Consorzio delle Residenze Reali Sabaude, Burgo Spa, Ciaccio Arte.
Fino al 13 settembre la Galleria Ceribelli di Bergamo ospita la mostra “Wainer Vaccari. Capricci di rose”, dedicata all’artista italiano Wainer Vaccari, pittore di atmosfere malinconiche e visionarie. All’inaugurazione è intervenuto Vittorio Sgarbi. In collaborazione con Galleria Ceribelli, Burgo Spa, Ciaccio Arte.
Fino al 30 agosto il Museo MVSA – Museo Valtellinese di Storia e Arte di Sondrio ospita la mostra di Sara Colaone “Georgia O’keeffe, sguardi sull’arte moderna”, dedicata alla pittrice statunitense scomparsa 40 anni fa. In collaborazione con Comune Di Sondrio, Bper, Bim, Lions Club Sondrio Host, Lions Club Sondrio Masegra, Acinque.
Fino al 30 agosto al Museo Civico di Bormio è visitabile la mostra “Marcello Carrà. La sindrome del pallone e altri desideri”, evento dedicato all’artista ferrarese noto per i suoi grandi disegni fatti solo con penna Bic. In collaborazione con Comune di Bormio, Provincia di Sondrio, Comunità Montana Alta Valtellina, BPER Banca, Bim Adda, Parco Nazionale dello Stelvio, Levissima, Prometeica, Braulio, Burgo Spa, Ciaccio Arte.
FILOSOFIA
Al Piccolo Teatro Grassi di Milano si è tenuta la lectio di Massimo Cacciari sul tema dell’edizione “Il desiderio e la legge”.
All’Intesa Sanpaolo di Milano si è tenuto l’appuntamento "Desideri" con il prologo "La legge e il desiderio" dell’Avvocato Franco Toffoletto e la lectio magistralis "Lascia la spina, cogli la rosa" di Vittorio Lingiardi, psichiatra, psicoanalista e saggista.
Al carcere di San Vittore di Milano Anna Maria Lorusso, docente di semiotica all'Università di Bologna, studiosa di cultura visiva e nuovi media, ha incontrato la sezione giovani adulti dei detenuti riflettendo sull’immaginazione e sui linguaggi creativi contemporanei, da Banksy a Zerocalcare.
TEATRO
Anche quest’anno La Milanesiana ha dedicato al teatro grande spazio, affiancando pièce iconiche a spettacoli contemporanei.
Ci sono stati tre spettacoli in anteprima assoluta: “All’ombra dell’ultimo sole” allo Spazio Teatro No’hma, di e con Toni Laudadio con Ferruccio Spinetti; “L’attrice. Un prologo e 8 quadri” a Bormio con Cristiana Capotondi, un omaggio al teatro in tutte le sue forme attraverso la storia di Angelica Pavan: dalla Commedia dell'Arte a Shakespeare, dal registro più sublime a quello più popolare; “Essere Armani” a Bormio con l’attrice Anna Valle, da un'idea di Elisabetta Sgarbi: uno spettacolo tra musica e parole dedicato a Giorgio Armani tratto dal libro di Renata Molho “Essere Armani”.
Al Teatro Apollo di Crotone Stefano Fresi ha portato lo spettacolo “Dell'amore, della guerra e degli ultimi” dedicato a Fabrizio De André.
A Seregno è andato in scena "Il ballo di Irène Némirovsky", con Laura Morante e la figlia Eugenia Costantini.
Alessandro Bergonzoni è stato ospite de La Milanesiana all’Humanitas Rozzano e all’Almo Collegio Borromeo di Pavia. Veronica Pivetti è stata protagonista degli appuntamenti de La Milanesiana all’Humanitas di Rozzano, nel Cancer Center, insieme a Giovanna Gra, all’Almo Collegio Borromeo di Pavia con lo spettacolo "La morte della Pizia", accompagnata da Alessandro Nidi, e a Sondrio con “L’inferiorità mentale della donna”.
Al Palazzo LCA a Milano è stato ospite Fabrizio Bentivoglio. Al Piccolo Teatro Strehler è andato in scena "Fratto X", spettacolo cult del duo artistico Flavia Mastrella e Antonio Rezza, tra i nomi più radicali del teatro italiano contemporaneo. Il duo è tornato a La Milanesiana a Longiano in dialogo con Oliviero Toscani e per la proiezione di “De civitate rei” (1994, 29’), “Il piantone” (1994, 15’), “La tegola e il caso / the roof and the chance” (2018, 12’), “Troppolitani Fuori dove” (2009, 26’) e “Critico e Critici” (1997, 3’) di Flavia Mastrella e Antonio Rezza.
A Fidenza Tullio Solenghi ha portato in scena “Dio è morto e neanch'io mi sento tanto bene”, mescolando gag, improvvisazione e riflessione in un dialogo divertente e intelligente in omaggio agli 90 anni di Woody Allen. Ad Ascoli Piceno lo spettacolo “Ai margini della luce” con Alessio Boni e Marcello Prayer ha invitato a riflettere sulla figura di Francesco d’Assisi, sulla sua eredità spirituale e sulla sua voce poetica, ancora viva e presente, a 800 anni dalla morte.
Paolo Rossi, comico e attore plurale, ospite quest’anno sul palco del Festival di Sanremo, ha messo in scena a Bormio “Operaccia satirica. Onora i padri e paga la psicologa” di e con Paolo Rossi, con Caterina Gabanella e con i musicanti Emanuele Dell’aquila, Alex Orciari, con un omaggio a Dario Fo nei cent’anni dalla nascita. Paolo Ruffini è stato ospite a Livigno con un talk animato da video proiezioni ispirato al suo romanzo.
FUMETTO
Presso la Cappella di Sant’Uberto a Venaria Reale si è tenuto l’incontro tra Milo Manara e Nicola Piovani in dialogo con Mario Andreose, in occasione dell’inaugurazione alla Reggia di Venaria della mostra con le tavole di Manara dedicate a “Il nome della rosa”, a 10 anni dalla scomparsa di Umberto Eco, con intervento di Stefano Eco, presidente della Fondazione Umberto Eco.
Al Piccolo Teatro Paolo Grassi sono stati ospiti Igort, Art Spiegelman, Premio Pulitzer 1992 per il capolavoro grafico-narrativo “Maus”, Françoise Mouly, editor e art director iconica del The New Yorker e co‑fondatrice dell’antologia avanguardistica RAW, e Paolo Giordano, vincitore del Premio Strega 2008. L’incontro è stato accompagnato dalla consegna del Premio Rosa d’Oro della Milanesiana a Art Spiegelman e Françoise Mouly.
DIRITTO
Anche per questa edizione de La Milanesiana si sono tenuti due appuntamenti dedicati al Diritto, sezione curata da quest’anno da Massimo Cacciari, che hanno intrecciato filosofia, geopolitica e attualità internazionale. All’Intesa Sanpaolo, l’incontro "Geopolitica dell’intelligenza artificiale" ha visto in dialogoMassimo Cacciari, Alessandro Aresu, giurista e specialista di diritto dell’Unione Europea, Gabriele Giacomini, politologo ed esperto di relazioni internazionali e Paolo Perulli, sociologo dell’economia. Un appuntamento che ha riflettuto sul ruolo di Stati Uniti, Cina ed Europa nell’avanzamento tecnologico e sull’IA che è diventata uno dei terreni centrali dello scontro geopolitico: non si compete soltanto sugli algoritmi, ma sul controllo di semiconduttori, GPU, data center e catene produttive. L’incontro successivo, "Guerra o pace", ha visto Massimo Cacciari in dialogo con Lucio Caracciolo, analista geopolitico e fondatore del mensile "Limes", e a Yaroslav Trofimov, inviato di lungo corso del "Wall Street Journal" e osservatore acuto dei conflitti globali. La guerra in Ucraina è stata uno dei casi centrali attraverso cui discutere la crisi del sistema internazionale e della progressiva disgregazione dell’ordine costruito dopo la Seconda guerra mondiale.
La Milanesiana è organizzata da Fondazione Elisabetta Sgarbi e Imarts International Music and Arts, con il Patrocinio del Comune di Milano e di Regione Lombardia.
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La Milanesiana ringrazia: Comune di Ascoli Piceno, Comune di Seregno, Comune di Alessandria, Comune di Colle Val D’Elsa, Provincia di Sondrio, Comune di Viareggio, Comune di Crotone, Comune di Gatteo a Mare, Comune di Cervia, Comune di Longiano, Comune di Fidenza, Piccolo Teatro di Milano, Anteo Palazzo del Cinema, Humanitas, Spazio Teatro No'hma, Fondazione Marche Cultura, Impresa edile Gaspari Gabriele, Fainplast srl, Turla, Circolo Cultural-Mente Insieme, Fondazione Ascoli Cultura, Fondazione Umberto Eco, Fondazione Elisabetta Sgarbi, Fondazione Cavallini Sgarbi, Betty Wrong, CiaccioArte, @Video, Studio Toffoletto De Luca Tamajo, Studio Volpatti, Salone Internazionale del Libro di Torino, Noir in Festival, Teatro Franco Parenti, Feltrinelli, A+G, Galleria Ceribelli, Ornella Bramani, Errestampa, Acinque, Rotary Club Bormio Contea, Comunità montana Alta Valtellina, BPER Banca, Bim Adda, Parco Nazionale dello Stelvio, Levissima, Prometeica, Braulio, Dammann.
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