COPERTINA
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 Davide Mancini si racconta a Lorenzonthecourt

La Biografia 

Davide Mancini ha iniziato la sua carriera musicale in giovane età come batterista della O’Connel Street Band. Per molti anni è stato il frontman dei Celtica, un gruppo etno-rock che ha tenuto numerosi concerti in tutta Italia e con cui ha pubblicato l'LP L’altro rock, che ha ottenuto un grande successo di vendite. Dopo aver concluso l’esperienza rock, ha intrapreso la carriera da cantautore, affrontando lunghe e impegnative tournée in Italia, Francia, Spagna, Irlanda, Stati Uniti e Asia (dove ha partecipato al prestigioso Festival di Hue). Ha aperto i concerti della band americana The Connells e ha preso parte ad alcuni degli eventi più noti e longevi d’Italia come il Pistoia Blues Festival (1996 e 1997) e il Porretta Soul Festival (1998), oltre a numerose apparizioni televisive. Ha avuto l’onore di aprire i concerti di Bruno Lauzi e dei La Crus, e ha collaborato con artisti di fama internazionale come Massimo Spinosa e il leggendario Mauro Pagani, con il quale ha condiviso il palco al Teatro Giacosa di Aosta nel 2016. Il suo primo album, Madame Gerbelle, uscito nel 2008, ha ottenuto un grande successo di pubblico e critica, entrando nella classifica ufficiale europea Indie Music Like delle radio e dei new media, dove è rimasto per dieci mesi consecutivi nella Top Ten. Nel 2015 è uscito Poesia e Democrazia, il suo secondo album, che dopo un anno di esibizioni acustiche in piccoli club, lo ha portato ad essere invitato al Festival della Musica Indipendente di Faenza. I suoi ultimi due singoli, Aosta Capitale e Preghiera Punk, rappresentano un’evoluzione artistica: il primo è un omaggio alla sua città natale, Aosta, mentre il secondo, accolto con grande entusiasmo nel panorama underground e sostenuto da numerosi passaggi radiofonici, è un inno a chi ha lottato per la libertà anziché per il potere.

Il progetto vede la partecipazione di importanti collaboratori:

Massimo Spinosa, bassista storico vicino alla grande canzone d’autore italiana, collaboratore di artisti come Fabrizio De André, Francesco De Gregori e Antonello Venditti, al quale è profondamente legato; Irene Burratti, cantante jazz milanese, interprete dei brani in italiano; Sara Borghese, giovane cantante valdostana, voce delle versioni in dialetto; al bandoneon Ezio Borghese, musicista essenziale e riconoscibile presente in entrambe le versioni dei brani.

L'intervista 

La Passione 

“E' una storia lunga. Mi appassiono al rock e comincio come batterista della  O’Connel Street Band. Poi però mi sono dovuto riconvertire come cantante e chitarrista. La musica è stata la mia fedele compagna di viaggio. Sono poi passato al Jazz e al Funky. Ho sempre però avuto la vena cantautorale e quindi ho cominciato a fare musica da solista”. 

Madame Gerbelle

“E' il primo album ed è uscito nel 2008. E' stata un'epifania. Conobbi Mauro Pagani ed ebbi la fortuna di stare con lui parecchi giorno in studio. Un'altra figura importante è stata quella di Ivan Ceccarelli (Batterista di Tiziana Rivale). Inoltre, ho avuto l'onore di salire sul palco con Mauro Pagani al Teatro Giacosa di Aosta nel 2016. Questo disco ebbe un riscontro notevole”. 

 Poesia e Democrazia

“E' il mio secondo album, pubblicato nel 2015. Nel corso degli anni il cantautorato è cambiato moltissimo. Ho deciso espressamente di rimanere coerente con le mie idee. Ha avuto grande consenso nel mondo underground e ricordo con piacere i tanti concerti fatti nei club”.

Effimeri, Erranti e Vagabondi

“Prima di questo terzo album, ho scelto di pubblicare due singoli: ”Aosta Capitale" e "Preghiera Punk". E' stato un lavoro complesso perchè uso il dialetto. Massimo Spinosa che è una leggenda della musica italiana mi ha dato un grandissima mano e voglio ringraziarlo.  E' un album concettuale che racconta il disagio emotivo e spirituale dell’uomo contemporaneo, sospeso in un mondo sempre più complesso, teso e conflittuale.“Effimeri, erranti e vagabondi” conclude idealmente una trilogia artistica nata da Madame Gerbelle, chiudendo un percorso dedicato alle inquietudini, alle fragilità e al senso di smarrimento del nostro tempo.L’album è composto da otto brani di cui quattro in italiano e quattro riarrangiati in dialetto valdostano, in un dialogo continuo tra identità contemporanea e radici territoriali.“Effimeri, erranti e vagabondi” è un invito a rallentare, ad alleggerire il peso dell’inquietudine contemporanea e a ritrovare nell’arte e nella natura una possibilità autentica di serenità. Il disco nasce proprio da questa domanda come si può vivere in maniera più serena possibile in un tempo così caotico ed effimero? La risposta dell’album passa attraverso l’arte, in cui musica, poesia, lettura, umiltà e natura diventano strumenti per ritrovare equilibrio e leggerezza.E' stato un esperimento faticoso, ma sono molto soddisfatto. Non mi sono chiesto di come avrebbe reagito il pubblico. Ho deciso di cantare in dialetto perchè lo considero importante e mi sono ispirato a Fabrizio De Andre quando scrisse Creuza de mä. 

 Sono un tipo problematico

“Sono molto fiero di questo pezzo. E'un'analisi a me stesso e al mondo in cui viviamo. Un mondo infelice e pino di problemi di relazione con gli altri e con se stessi. Una società malata che è alla ricerca di un nesso E'una provocazione ironica e profondamente attuale: oggi tutto sembra renderci più inquieti, più fragili, più complicati. Anche il rapporto con sé stessi si è appesantito, travolto da un clima sociale e geopolitico che influenza inevitabilmente la vita quotidiana”.

 Val d’Aosta

“La Val d’Aosta, terra originaria del cantautore, assume nel progetto un ruolo centrale e simbolico: i suoi paesaggi, il silenzio, il rapporto profondo con gli elementi naturali evocano una dimensione quasi panica, di fusione con la natura, capace di sciogliere almeno in parte la confusione che oggi attanaglia gli individui. C'è un legame d'amore. E' posto meraviglioso con paesaggi naturali meravigliosi”. 

Le avventure nel mondo 

“Sono sempre stato molto affascinato dalle sonorità di tutti. Dal punto di vista musicale, ho apprezzato molto il mondo asiatico, così come l'attenzione ai giovani da parte di Francia e Spagna. Inoltre, sono affascinato dalle musica etniche e dal rock classico. Sono molto attento alle sonorità e suonare in questi luoghi  (Francia, Spagna, Irlanda, Stati Uniti e Asia) è stato una fortuna”.

Colore 

“Dico arancione perchè lo adoro. Simbolo di solarità, saggezza e malinconia”. 

 

Progetti  Futuri 

“Promuovere il disco, fare concerti e poi in autunno fare un bilancio. Ho già del nuovo materiale pronto.”