Ingrid Carbone
Ingrid Carbone

 Ingrid Carbone si racconta a Lorenzontecourt tra passione per la musica, matematica e ci parla della condivisione della sua musica nel Mondo. 

BIOGRAFIA

Ingrid Carbone è una pianista concertista e docente universitaria di Matematica, con una carriera unica nel panorama globale che si sviluppa tra musica, ricerca scientifica e divulgazione culturale. Si è esibita in Europa, Asia e Medio Oriente, e ha inciso per l’etichetta giapponese Da Vinci Publishing, ricevendo due nomination agli International Classical Music Awards (ICMA) e otto riconoscimenti dai Global Music Awards (USA) per le sue
produzioni discografiche, ampiamente recensite dalla stampa specializzata internazionale. Inoltre, è stata riconosciuta dal Conservatorio di Musica di Cosenza, dove si è formata, come il pianista diplomato con la migliore carriera artistica dei primi 50 anni di attività dell’istituto. Parallelamente all’attività artistica, è ricercatrice e docente
di ruolo presso l’Università della Calabria, dove insegna Analisi Matematica e svolge attività scientifica con pubblicazioni su riviste internazionali e conferenze su invito in Europa e Canada. Il suo approccio all’interpretazione musicale è influenzato da questa formazione, integrando rigore analitico e sensibilità espressiva. Ha studiato con pianisti di prestigio, tra cui Lazar Berman, e si è formata presso accademie internazionali come il Mozarteum di
Salisburgo e il Tel-Hai International Piano Master Classes in Israele. Ha ricevuto numerosi premi, tra cui la Scarlatti e la Piano Special Mention della IBLA Foundation di New York, il Premio Rotary “La città del sole”, il Premio FIDAPA BPW “Donna del Sud” e il Premio alla Carriera “Città di Montalto Uffugo”. All’attività concertistica affianca un forte impegno nella divulgazione della musica, in particolare attraverso le sue “conversazioni-concerto”,
un metodo di divulgazione unico nel panorama musicale internazionale. Nel corso della sua carriera ha collaborato con scuole, università, conservatori e istituzioni culturali italiane e internazionali, tra cui l’Ambasciata d’Italia in Giordania, il Consolato Italiano a Gerusalemme e l’Istituto Italiano di Cultura di Cracovia. Dal 6 ottobre al 9 ottobre 2025 ad Amman, in Giordania, ha tenuto tre giorni di Masterclass presso il Conservatorio Nazionale di
Musica e un concerto speciale dal titolo “Italian Composers” presso il King Hussein Cultural Center. A seguire, il 22 ottobre è stata protagonista, a Catanzaro, presso la Sala Concerti del Comune, dell’evento “Divulgazione In Armonia. Il Legame Tra Musica e Matematica”, organizzato dalla sezione catanzarese di FIDAPA (Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari), in apertura del biennio 2025-2027, mentre il 10 novembre ha partecipato alla
XVIII edizione del FestivalScienza di Cagliari, con l’evento “Intrecci di Musica e Matematica | Conversazione- concerto. Il rigore scientifico per un’interpretazione libera e consapevole”, presso il Liceo Scientifico A. Pacinotti di Cagliari. Infine, il 4 dicembre, presso l’Università di Siena, all’Ex Cappella San Nicolò, ha tenuto una conversazione-concerto su musica e matematica dal titolo “Conversation-Concert” per celebrare gli 85 anni del matematico Rainer Nagel. Il 16 marzo è stata protagonista a Praga, presso la Cappella Barocca dell’Istituto Italiano di Cultura dell’evento “Conversazione-Concerto tra Matematica e Musica”, nell’ambito delle celebrazioni per la Giornata Internazionale della Matematica.

 

L'intervista 

 

La passione per la musica 

"Dobbiamo tornare indietro di parecchio tempo: nonostante non provenga da una famiglia di musicisti, i miei genitori sono sempre stati appassionati di musica e fin da bambina sono cresciuta ascoltando musica classica. È una cultura che ho sempre avuto.
A otto anni decisero di prendermi un pianoforte, e lì è cambiato tutto: non l’ho mai vissuto come un’imposizione, anzi, non riuscivo più a staccarmi dallo strumento.
Prima di entrare in conservatorio ho iniziato con lezioni private, ma la curiosità era tale che non mi bastavano: andavo sempre oltre rispetto a quanto mi veniva richiesto".

 

La passione per la matematica 

"Ricordo che alle scuole elementari consideravo l’aritmetica un gioco, qualcosa di estremamente semplice. Quando tornavo a casa, la prima cosa che facevo erano i ‘conticini’, cioè gli esercizi di aritmetica: per me erano facili; quindi, li facevo subito e sistemavo rapidamente i compiti.
Mio padre è un matematico, quindi è possibile che ci sia stata una sua influenza. Mia madre, invece, è un’umanista, e anche da quel lato ho ricevuto molto: l’attenzione alla lingua italiana, alle letture, alla cultura generale.
In realtà erano i professori a dire che avevo delle qualità in matematica. Io la vivevo semplicemente come qualcosa di naturale: non mi sono mai sentita una persona speciale, né a scuola né in conservatorio. Anche perché non erano tempi in cui si premiavano i ragazzi per i risultati, come accade oggi.
Facevo quello che ritenevo giusto fare, senza aspettarmi riconoscimenti. Si diceva che fossi la più brava della scuola, non solo in matematica, ma non c’è mai stato un riconoscimento ufficiale.
Mi sono poi iscritta a matematica all’università e ho sempre portato avanti entrambe le strade: sono cresciute insieme."

 

Musica e Matematica 

 

 "Per molti anni musica e matematica sono andate avanti su due binari paralleli. Non percepivo una vera connessione, anche se probabilmente è sempre stata presente: non lo dico io, ma Pitagora.
Mi sono sempre sentita più pianista che matematica, quindi più artista, e per molto tempo ho vissuto quasi con frustrazione il fatto di essermi dedicata anche alla matematica, invece di buttarmi completamente nella musica. Lo vedevo come un limite, non come un valore aggiunto.
Le cose sono cambiate alcuni anni fa, in particolare in occasione di due momenti: la registrazione del mio primo album nel 2018 e una tournée in Cina nel 2019. In quelle esperienze ho capito che stavo utilizzando proprio la mia formazione matematica: un metodo logico-deduttivo, lo stesso che applico quando affronto un teorema.
Mi sono resa conto che questo approccio influenzava anche il modo in cui comunicavo e insegnavo, aiutandomi a trasmettere contenuti anche a chi ha più difficoltà ad avvicinarsi a certe materie.
Da lì ho iniziato a vedere chiaramente il legame: la mente matematica mi permette di leggere la musica in modo diverso, cogliendone strutture, trasformazioni e relazioni che non sempre sono evidenti.
Non è un esercizio teorico: questo approccio mi aiuta concretamente nell’interpretazione, nella comprensione profonda del testo musicale.
E non è solo una mia percezione: la critica internazionale, in occasione dell’uscita dei miei primi album, ha sottolineato proprio questo aspetto, parlando di un’interpretazione molto rispettosa del testo ma capace di andare oltre lo spartito, risultando convincente.
Quando ho letto queste recensioni su riviste importanti in Belgio, Olanda e Regno Unito, ho avuto la conferma di essere sulla strada giusta e ho continuato in questa direzione".

 

Conversazioni Concerto 

"Ho scelto questo nome per distinguere il format dalle tradizionali lezioni-concerto, che hanno un’impostazione più accademica e si rivolgono spesso a un pubblico specializzato, come quello dei conservatori.
Il mio approccio è diverso: mi rivolgo a tutti, senza un target specifico.
In queste ‘conversazioni concerto’, anche grazie alla mia esperienza accademica, prima di suonare racconto al pubblico il percorso che c’è dietro ai brani, sintetizzando un lavoro di studio che può durare anche uno o due anni.
Offro quindi una chiave di lettura, mettendo in evidenza gli elementi essenziali e, quando possibile, costruendo una narrazione che accompagni l’ascolto.
In questo modo il pubblico si avvicina di più: non vede solo un’artista che entra, suona e se ne va, ma una persona che dialoga, coinvolge e crea un rapporto diretto.
Quando inizio a suonare, chi ascolta ha già una familiarità con il brano, si sente parte dell’esperienza e riesce a coglierne meglio i dettagli.
Ovunque abbia proposto questo format, il riscontro è stato sempre molto positivo". 

 

 

Musica ed Istruzione 

 

 "Questo è un tasto dolente. In Italia esiste un’anomalia, anche rispetto ad altri Paesi occidentali: siamo stati la culla della musica, eppure oggi la musica classica è riservata a pochi e non fa parte del percorso formativo dell’individuo. È un problema serio, così come lo è per la matematica.
La musica ha un valore educativo enorme: già Platone le attribuiva un valore etico. Studiarla offre una marcia in più, e non lo dico io, ma le neuroscienze. Il cervello dei musicisti, infatti, si sviluppa in modo diverso.
Nel corso degli anni diversi studi hanno evidenziato queste differenze. Oggi, però, i ragazzi sono sempre più legati ai dispositivi elettronici e, dal punto di vista educativo, siamo quasi all’anno zero.
Ci sono Paesi in cui gli studenti vanno regolarmente a concerti e all’opera; già dalla scuola dell’infanzia visitano musei. In Italia, invece, spesso le uscite si limitano ai parchi".

 

 

Diverse Culture 

"Ho suonato in Palestina, Giordania e Cina, e in tutti questi contesti il mio lavoro è stato apprezzato. Ho portato avanti attività diverse e un aspetto importante è che ho fatto tutto in autonomia. Non ho barriere, così come non ne ha la musica.
Ricordo un episodio significativo: a ottobre sono tornata ad Amman, in Giordania, invitata dall’ambasciata. Ero già stata lì nel 2023, pochi giorni prima del 7 ottobre, e sono ripartita appena in tempo. A causa della situazione geopolitica non ho potuto tornare subito.
Quest’anno ho seguito uno studente che, oltre a essere pianista, era anche compositore. Quando me lo ha detto, gli ho chiesto di farmi ascoltare qualcosa: non se lo aspettava. Mi ha fatto sentire diversi brani, molto interessanti e legati alla loro tradizione musicale.
Al concerto finale gli ho proposto di eseguire non solo Chopin, su cui avevamo lavorato insieme, ma anche una sua composizione. Questo lo ha colpito profondamente: mi ha scritto in seguito dicendomi di avermi dedicato un brano.
Credo che questa apertura, questa curiosità e questo spirito di scambio non siano così scontati, e che proprio per questo vengano percepiti con particolare intensità".

 

 

Riconoscimenti 

 La prima nomination agli International Classical Music Awards è stata sicuramente un momento molto importante, seguita da una seconda l’anno successivo. Il mio secondo CD è stato selezionato tra i migliori album al mondo nella categoria solisti.
Quando ho ricevuto la notizia non me lo aspettavo: per chi non è del settore, gli ICMA sono paragonabili agli Oscar del cinema per la musica classica.
In quella categoria erano presenti musicisti di diversi strumenti e, tra i pianisti italiani, credo fossimo in pochissimi. È stato quindi un riconoscimento di grande prestigio.
L’anno successivo è arrivata un’altra nomination con il doppio album dedicato a Leoncavallo.
Accanto a questi riconoscimenti internazionali, una grande soddisfazione personale è stata anche la selezione come migliore pianista diplomata nei primi 50 anni del Conservatorio, durante una cerimonia celebrativa".

 

 

 

Cremona 

 

 "Oggi sarò a Cremona per la conferenza ‘Musica e intelligence’. Nell’ambito di questo convegno presenterò, attraverso una breve esposizione, il legame tra matematica e musica.
Dopo una panoramica sullo stato della ricerca — sviluppatasi soprattutto negli ultimi 20-25 anni — illustrerò il mio nuovo filone di studio.
Partendo da uno spartito, mostrerò quella che definisco la ‘matematica nascosta’: una sorta di lavoro di analisi delle strutture musicali. Non prenderò in esame un brano intero, ma alcune battute, per evidenziare trasformazioni, funzioni e relazioni interne.
Questi elementi, invisibili a una prima lettura, verranno poi restituiti anche attraverso l’esecuzione musicale.
Questo approccio nasce da una sintesi tra il mio percorso matematico e quello musicale. Studiando la letteratura esistente e confrontandomi con altri studiosi, mi sono resa conto che manca ancora un filone specifico: l’analisi matematica applicata direttamente all’interpretazione musicale.
Esistono matematici che si occupano di musica, ma spesso si concentrano su aspetti come la memoria o i brani atonali. Manca invece un lavoro sistematico sull’interpretazione, in particolare nel repertorio romantico.
Probabilmente questo dipende anche dall’assenza di figure che uniscano professionalmente entrambe le competenze.
Il mio obiettivo è proprio questo: proporre una lettura delle strutture profonde della musica che possa tradursi in un’interpretazione più consapevole".