Esclusiva, Penelope Laskari: Per me il basket non è solo uno sport, è un pezzo di casa
Penelope Laskari si racconta a Lorenzonthecourt
Penelope Laskari si racconta a Lorenzonthecourt tra passione per la pallaspicchi, giornalismo ed Eurolega
La passione per la pallacanestro - “Tutto parte dalle mie radici. Sono nata in Grecia e sono cresciuta con il mito dell'Europeo 2005: quella vittoria ha segnato un'intera generazione. Poi c'è il legame con la squadra delle mie origini, il Pireo. Per me il basket non è solo uno sport, è un pezzo di casa.”
La passione per il giornalismo sportivo - “È un hobby che nasce dalla curiosità. Più che avere il microfono in mano, mi affascina ascoltare i giocatori: vederli raccontare le loro storie, capire l'uomo dietro l'atleta. È questo lato umano che mi ha spinta ad approfondire, pur continuando a fare l'insegnante di inglese con dedizione.”
Grecia e Basket - “È qualcosa di viscerale, ma a volte mi sembra quasi forzato. In Grecia il basket è ovunque, è una religione, ma io preferisco viverlo in modo più naturale, senza quelle esasperazioni che a volte lo rendono pesante. Deve rimanere amore per il gioco.”
La squadra che ti ha fatto innamorare - "Senza dubbio la Jugoplastika di Toni Kukoč: quel basket era pura poesia in movimento. E ovviamente l'Olympiacos: quando parlo dei "Red and Whites" perdo ogni oggettività, è una questione di cuore."
Il luogo più suggestivo “Il SEF (Stadio della pace e dell'amicizia) al Pireo ha un posto speciale nella mia anima. Però, come viaggiatrice, il mio sogno è vivere l'atmosfera di Kaunas e Belgrado: sono templi del basket che devo assolutamente visitare.”
Bologna - “Abito a Ravenna, ma Bologna è a un passo. Finora l'impatto più forte è stato il PalaDozza: il calore e la cultura cestistica dei tifosi della Fortitudo sono qualcosa di unico, respiri la storia della città in ogni coro.”
Pronostici Eurolega - "Spero vivamente per l'Olympiacos. Sono anni che ci andiamo vicini, come l'anno scorso dove eravamo fortissimi ma siamo rimasti fuori sul piùOlyllo. Quest'anno vedo una squadra più compatta, più "legata". Tiferei volentieri per le italiane, ma onestamente le vedo ancora troppo lontane dal livello delle Final Four."
MVP - “Se devo fare un nome per l'MVP, dico Sasha Vezenkov. Non è solo una questione di tifo per l'Olympiacos, ma di numeri e di impatto sul gioco. Sasha è un giocatore che non ha bisogno di tenere la palla in mano per venti secondi per segnare; la sua efficienza è quasi irreale. Dopo il ritorno dall'NBA, ha ritrovato quel legame magico con il sistema del Pireo. Se l'Oly quest'anno è così 'legato' come lo vedo io, gran parte del merito è della sua capacità di farsi trovare sempre al posto giusto.”
Final Four 2026 - “Fare pronostici quest'anno è un terno al lotto. Tra il contesto della guerra, l'instabilità economica di club come il Monaco e un equilibrio pazzesco in classifica, tutto può cambiare. Se devo scegliere quattro nomi, dico: Fenerbahçe, Olympiacos, Monaco e Valencia.”