F8 2026, Achille Polonara: Quando entro in un palazzetto sto sempre bene
Achille Polonara si racconta ai media in un talk con Gianluca Gazzoli
Achille Polonara ha incontrato la stampa per parlare del suo libro “Il mio secondo tempo”, mi un talk con Gianluca Gazzoli
“Quando entro in un palazzetto sto sempre bene e quindi già quello è un successo - ha dichiarato Polonara in apertura -; Ho avuto qualche complicanza recentemente, però grazie alla terapia che mi è stata data, le cose stanno andando bene. Ora avrò un altro piccolo intervento al cuore che poi mi darà l'idoneità agonistica, quindi spero poi di poter tornare presto sul campo e questo mi rincuora molto. Il mio obiettivo fino a questa estate era solo tornare in salute dopo la diagnosi. Quando ho firmato con Sassari, il mio obiettivo non era più solo tornare in salute, ma anche ritornare presto in campo, perché c'era la volontà di ripagare la fiducia che mi era stata data dal Presidente Sardara e da tutta la società".
"Il basket è sempre stato la mia vita, la mia passione - ha proseguito Polonara -. Non nego che nonostante mi sia un po' allontanato dalla pallacanestro, nel senso che ho seguito di meno rispetto a quando ero abbonato a ogni piattaforma e mi guardavo tutte le partite fino a tarda notte, il mio obiettivo adesso, visto come stanno andando le cose e con la speranza che anche il piccolo intervento che dovrò fare domani vada bene, è di tornare presto a Sassari e di tornare presto in squadra”
Polonara anche ricordato il suo ritorno in un arena: “La prima volta che sono tornato in un palazzetto dopo la leucemia è stato a Tortona con la Nazionale lo scorso novembre. Erano forse un paio di giorni che non usavo più la sedia a rotelle. In teoria lo sapevano solo il Presidente Petrucci e coach Banchi che sarei andato a quella partita, solo che appena sono entrato vedevo già la gente con il telefono, perché mi aveva visto e quindi mi è salita tanta emozione. Mi tremavano le gambe, poi mi hanno fatto sedere dall'altra parte del campo, perciò ho pensato “ok tra poco cado” [ride, ndr], perché davvero non riuscivo a camminare bene anche per l'emozione, c'era un calore incredibile ed è stato veramente bello”.